IDEA

DRIFT nasce dal desiderio di creare uno spazio di incontro tra artisti, scuole e compagnie, un momento di dialogo in cui la danza urbana possa esprimere la sua potenza comunicativa e il suo continuo evolversi all’interno di una venue prestigiosa ed elegante al centro di Roma.

La Direzione Artistica è affidata ad Andrea Alemanno, veterano nel mondo dell’Urban Dance da oltre 15 anni, al suo fianco Flaminia Genoese, coreografa e ballerina di fama internazionale, nel ruolo di Coordinatore Creativo dell’evento

TEMA DELLA SERATA

Il tema scelto per questa edizione è DUALITY. Un invito ad indagare le molteplici forme del contrasto e dell’equilibrio. La dualità abita ogni corpo e ogni movimento: è il dialogo tra forza e vulnerabilità, tra ritmo e silenzio, tra controllo e abbandono, tra luce e ombra. Nella danza, questi opposti non si escludono, ma si completano, generando tensione, armonia e trasformazione.

Ogni coreografo potrà interpretare DUALITY in piena libertà artistica, traducendo il concetto attraverso il movimento, la relazione tra i corpi, la scelta musicale, l’uso dello spazio o la costruzione visiva della scena.

Ogni creazione diventerà così una riflessione personale sul tema, un frammento di un dialogo collettivo che si comporrà durante la serata.

TALK

Durante la giornata del 21 dicembre, nel pomeriggio alle 18:00 si terrà un talk nel foyer del teatro con tutti i coreografi che avranno l’opportunità di raccontare il proprio processo creativo e la propria interpretazione del tema della serata. Mentre alle 19:30 ci sarà il Welcome Act con le crew dei piccoli sempre nel foyer del teatro.

DRESS CODE

In linea con il tema, la serata prevede un dress code ispirato a “DUALITY”. Ogni artista potrà esprimere la propria interpretazione del concetto anche attraverso l’abito, scegliendo elementi che rappresentino il contrasto o l’armonia tra gli opposti: bianco e nero, lucido e opaco, morbido e rigido, simmetrico e asimmetrico, elegante e street.

Il dress code non è solo un dettaglio estetico, ma parte integrante dell’esperienza: un modo per portare la riflessione sulla dualità oltre il palco, trasformando la serata in una vera e propria installazione vivente di corpi, stili e identità in dialogo.